Tratto da Racconti di Belzebù a suo nipote, il nipote chiede a Belzebù quali azioni gli esseri umani considerano buone e quali cattive:
"Questa prima concezione si esprime laggiù con la seguente formula: Ogni azione dell'uomo è buona, nel senso oggettivo del termine, se egli la compie secondo la sua coscienza; e ogni azione è cattiva, se in seguito deve provarne "rimorso"
Quanto alla seconda concezione, essa sorse poco dopo la "saggia invenzione" del grande imperatore Koniuzion, e, trasmessa di generazione in generazione dagli esseri ordinari di laggiù, si diffuse a poco a poco su quasi tutto il pianeta, con il nome di "morale".
E' interessante notare una delle particolarità della "morale" terrestre, puoi raffigurartelo e comprenderlo facilmente se ti dico che essa possiede, sia dentro che fuori, la proprietà "unica" che è appannaggio dell'essere detto "camaleonte".
La stranezza e l'originalità di questa particolarità della "morale" - e soprattutto della morale contemporanea - consiste nel fatto che il suo funzionamento si trova, in maniera automatica, interamente sotto la dipendenza dell'umore delle "autorità locali"; il quale umore a sua volta dipende, sempre in maniera automatica, dallo stato di quattro sorgenti di influenze che esistono laggiù con i nomi di "suocera", "digestione", "capoccia" e "quattrini"

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